Cari amici e appassionati del meraviglioso mondo giapponese, benvenuti sul nostro blog! Se anche voi, come me, sentite un richiamo irresistibile verso la cultura nipponica e sognate di padroneggiarne la lingua, allora sapete che c’è un traguardo quasi mitico che tanti di noi desiderano raggiungere: il JLPT, il Japanese Language Proficiency Test.
È un passo fondamentale, una certificazione che apre porte e valida anni di studio e dedizione. Ho visto con i miei occhi come la preparazione a questo esame possa trasformarsi in un vero e proprio viaggio, a volte impegnativo, ma sempre incredibilmente gratificante.
Soprattutto qui in Italia, dove la sessione annuale di dicembre e la rapidità con cui i posti per l’iscrizione si esauriscono, rendono la pianificazione ancora più cruciale.
Ma non finisce qui, perché per molti, superare il JLPT è solo l’inizio di un percorso ancora più ambizioso: quello di specializzarsi attraverso un Master in linguistica giapponese o, perché no, intraprendere la strada dell’insegnamento.
Il panorama formativo in Italia offre opportunità sempre più interessanti, e con l’avvento dell’e-learning, studiare e approfondire è diventato più accessibile che mai.
Le prospettive professionali, dal turismo alla traduzione, fino al mondo aziendale, sono in continua crescita per chi ha queste competenze. Insomma, il giapponese non è più un semplice hobby, ma una vera e propria chiave per un futuro ricco di possibilità.
Se state pensando di affrontare questa sfida, o di elevare il vostro studio a un livello superiore, sono qui per condividere tutto ciò che ho imparato e le strategie più efficaci per riuscire al meglio.
Questo percorso, fatto di passione, costanza e le giuste informazioni, può davvero portarvi dove desiderate. Siete pronti a scoprire come trasformare il vostro sogno giapponese in realtà?
Vediamo insieme tutti i dettagli più aggiornati in questo articolo.
Il JLPT: La mia esperienza e le date italiane da non perdere

Ricordi, ansie e la corsa alle iscrizioni
Amici, non so voi, ma ogni volta che penso al JLPT, mi vengono in mente un misto di emozioni: un po’ di ansia pre-esame, l’adrenalina della sfida e quella gioia incredibile quando si vede il proprio nome tra i “promossi”.
È un’esperienza che mi ha formato tantissimo, facendomi capire la vera portata del mio amore per il giapponese. Ricordo ancora le prime volte che ho tentato l’esame qui in Italia; le iscrizioni sembravano volatilizzarsi in un attimo, e bisognava essere super veloci, con la ricevuta del bonifico già pronta!
Era una vera e propria gara contro il tempo. Fortunatamente, le cose sono un po’ cambiate per le sedi gestite dall’Istituto Giapponese di Cultura a Bergamo e Roma, dove ora non c’è più il numero chiuso, il che è un gran sollievo.
Per il 2025, segnatevi questa data: domenica 7 dicembre. Sarà un momento cruciale per tantissimi di noi. Le sedi principali in Italia saranno Bergamo (presso l’Università degli Studi), Roma (all’Università La Sapienza) e Venezia (gestita dall’Università Ca’ Foscari).
Le iscrizioni per Bergamo e Roma apriranno il 25 agosto alle 12:00 e si chiuderanno il 12 settembre alle 12:00. Per Venezia, invece, le iscrizioni si apriranno il 1° settembre alle 13:00.
Non lasciatevi cogliere impreparati! Il costo varia un po’ a seconda del livello, con N1, N2 e N3 a 70€, mentre N4 e N5 a 65€. È un piccolo investimento per un grande passo nel vostro percorso linguistico.
Le tappe del mio successo: pianificazione e dedizione
Vi confesso che la pianificazione è stata la mia migliore amica. Senza un calendario ben definito e degli obiettivi chiari, mi sarei perso nel mare magnum dei kanji e delle strutture grammaticali.
Ho imparato, a mie spese, che non basta “studiare un po'”, ma serve una strategia mirata. Pensate che la difficoltà dell’N1, per esempio, è tale che il salto dall’N2 è quasi paragonabile a quello da N5 a N2!
È un mostro, sì, ma un mostro che si può domare con le giuste armi. Questo significa che ogni livello ha le sue sfide e le sue ricompense. Ogni volta che ho superato un livello, ho sentito una spinta incredibile, non solo perché avevo una certificazione in più, ma perché sentivo la lingua entrare a far parte di me in modo più profondo.
Ed è una sensazione impagabile, ve lo assicuro. Non abbiate paura di puntare in alto, ma siate realistici sui tempi e l’impegno necessari.
Prepararsi al meglio: strategie e risorse che ho testato personalmente
Il mio kit di sopravvivenza per il JLPT
Quando mi preparavo per il JLPT, soprattutto per i livelli più avanzati, sentivo di avere bisogno di un vero e proprio “kit di sopravvivenza”. Non bastavano i libri di testo, bisognava andare oltre.
Ho scoperto l’efficacia incredibile di piattaforme online come WaniKani, che è stata una vera e propria manna dal cielo per i kanji e il vocabolario, specialmente per i livelli N5 e N4.
Non pensavo che un approccio così strutturato potesse essere così coinvolgente! Poi c’è BunPro, che è diventato il mio alleato inseparabile per la grammatica, con esercizi mirati per ogni livello del JLPT.
Ricordo le ore passate a ripassare ogni punto grammaticale, quasi fosse un gioco. E non dimentichiamo JapanesePod101, con le sue lezioni audio che mi hanno aiutato tantissimo con la comprensione orale, un’area che molti sottovalutano ma che è cruciale.
Anche i corsi online offerti da realtà italiane come Koiné, Eurasia Language Academy e Accademia Giapponese sono un’ottima risorsa, perché spesso offrono lezioni e supporto pensati specificamente per noi studenti italiani, che magari abbiamo esigenze diverse rispetto a chi studia in Giappone.
Li ho trovati molto utili per affinare le tecniche d’esame e per chiarire dubbi specifici.
Non solo libri: immersione e pratica quotidiana
Devo essere onesto: solo studiare sui libri non basta. Per superare l’esame e, cosa ancora più importante, per *vivere* la lingua, ho dovuto immergermi completamente.
Ho iniziato a guardare anime e drama senza sottotitoli (o con sottotitoli in giapponese), ascoltavo podcast e musica giapponese ogni giorno, anche mentre facevo la spesa o andavo a correre.
Questo mi ha aiutato a “sentire” la lingua, a coglierne le sfumature e a migliorare enormemente la comprensione orale, che, come sapete, è una parte fondamentale del JLPT.
Per la lettura, invece, leggevo tutto quello che capitava a tiro: articoli di giornale online, blog, persino post sui social media in giapponese. All’inizio era una fatica immane, ma con il tempo ho notato progressi incredibili.
E non abbiate paura di sbagliare! Io ho fatto una marea di errori, ma ogni errore è stato una lezione preziosa. La costanza e l’esposizione quotidiana sono, a mio parere, la chiave per non solo superare l’esame, ma per far sì che il giapponese diventi una parte integrante della vostra vita.
Il grande salto: affrontare i livelli più alti e superare le sfide
La transizione da N2 a N1: una montagna da scalare
Chiunque abbia affrontato il percorso del JLPT sa bene che il vero “salto di qualità” si avverte tra l’N2 e l’N1. Ricordo la sensazione di vertigine quando mi sono reso conto dell’enormità del divario.
Non è un semplice “un po’ più difficile”, è un mondo completamente diverso. L’N2 ti permette di destreggiarti nella vita quotidiana e di comprendere situazioni comuni, ma l’N1…
beh, l’N1 ti chiede di capire il giapponese in *ogni* ambito, con sfumature e complessità che spesso mettono in difficoltà anche i madrelingua su certi specifici vocaboli o strutture.
Ho speso mesi, se non anni, a colmare questa lacuna, e vi assicuro che è stato un lavoro arduo ma incredibilmente gratificante. Ho dovuto rivedere il mio metodo di studio, dedicando più tempo alla lettura di testi complessi, all’ascolto di notiziari e discorsi formali, e alla memorizzazione di un numero impressionante di vocaboli e espressioni idiomatiche.
È un livello che richiede non solo conoscenza, ma anche una certa “sensibilità” linguistica.
Punteggi minimi e consigli da chi ci è passato
Una cosa che mi ha sempre preoccupato, e so che è un pensiero comune, sono i punteggi minimi per ogni sezione. Sapete, non basta avere un punteggio totale elevato; se si fallisce una singola sezione, l’esame è andato.
Per l’N1, per esempio, i punteggi minimi sono 19 su 60 per conoscenza della lingua (vocabolario e grammatica), 19 su 60 per la lettura e 19 su 60 per l’ascolto.
Questo significa che non si può trascurare nessuna area. Un consiglio che mi sento di darvi, basato sulla mia esperienza, è di non studiare solo per “superare” l’esame, ma per *imparare* la lingua.
Sembra una banalità, ma la differenza è sottile e cruciale. Quando mi preparavo per l’ascolto dell’N1, ad esempio, ho iniziato a guardare documentari e programmi di attualità giapponesi, concentrandomi non solo sulle parole, ma anche sul tono, sul ritmo e sulle pause.
Per la lettura, leggevo saggi e articoli accademici, per abituarmi a testi più densi e complessi. Il percorso è lungo, ma ogni piccolo successo vi darà la spinta per andare avanti.
E non dimenticate di fare tantissime prove d’esame simulate: vi aiuteranno a gestire il tempo e la pressione.
Oltre il certificato: orizzonti accademici per il giapponese in Italia
Master e specializzazioni: il mio sogno di approfondimento
Una volta superato il JLPT N1, per me non è stata la fine, ma un nuovo inizio. Sentivo il bisogno di approfondire, di trasformare la mia passione in una vera e propria competenza accademica.
Ed è qui che entrano in gioco i Master e i corsi di specializzazione. In Italia, per fortuna, abbiamo diverse eccellenze. L’Università Ca’ Foscari di Venezia, ad esempio, offre un Master in Linguistica Giapponese che è un vero e proprio fiore all’occhiello.
Ho avuto modo di conoscere persone che l’hanno frequentato e ne sono rimaste entusiaste, non solo per la qualità dell’insegnamento, ma anche per l’ambiente stimolante.
Anche l’Università degli Studi di Milano-Bicocca propone un interessante Master di primo livello in “Media, linguaggi e comunicazione in uno scenario globale” che richiede una conoscenza del giapponese di livello B2 o superiore.
Queste opportunità sono fondamentali per chi, come me, non vuole fermarsi alla semplice conoscenza della lingua, ma vuole esplorare le sue strutture più profonde, la sua storia, la sua evoluzione.
È un percorso che arricchisce enormemente e apre la mente a nuove prospettive.
Università italiane e percorsi formativi

Oltre ai Master specifici, diverse università italiane offrono percorsi di studio solidi per chi vuole dedicarsi al giapponese. Penso all’Università “L’Orientale” di Napoli, un vero e proprio pilastro per gli studi orientali, o all’Università La Sapienza di Roma, che ha dipartimenti molto attivi.
Anche le Università di Bologna, Catania, Lecce e Torino offrono programmi di laurea in lingue o mediazione linguistica con indirizzo giapponese. Se state valutando l’università, vi consiglio di esplorare a fondo i piani di studio e i programmi di scambio con il Giappone, che possono offrire esperienze formative uniche.
La scelta dell’università giusta può fare la differenza nel vostro percorso, non solo per le nozioni che acquisirete, ma anche per le persone che incontrerete e le opportunità che si presenteranno.
Io stesso ho avuto modo di seguire alcuni seminari universitari e ho trovato una ricchezza di pensiero e di ricerca che mi ha spinto a voler sempre saperne di più.
Aprire le porte del mondo del lavoro: opportunità concrete con il giapponese
Dal turismo all’azienda: dove la lingua fa la differenza
Credetemi, il giapponese non è solo una passione, è una vera e propria chiave che apre tantissime porte nel mondo professionale. Dopo aver conseguito il mio N1, ho visto come le opportunità si moltiplicassero, sia in Italia che all’estero.
Pensate al settore del turismo: l’Italia è una meta amatissima dai giapponesi, e figure professionali con una solida conoscenza della lingua sono sempre molto richieste, sia come guide turistiche che come assistenti viaggi, come ho visto in alcune offerte di lavoro.
Poi c’è il mondo aziendale, in continua crescita. Tante aziende italiane collaborano con il Giappone o hanno filiali lì, e cercano persone che possano fare da ponte linguistico e culturale.
Ho visto annunci per ruoli come assistenti di direzione, commerciali con competenze linguistiche, e persino ingegneri per aziende che operano a livello internazionale con sedi anche in Giappone.
La capacità di comprendere non solo la lingua, ma anche le sfumature culturali, è un valore aggiunto che le aziende cercano e premiano.
Un ponte culturale: insegnamento e traduzione
Un altro sbocco naturale, per chi ha una passione così profonda, è l’insegnamento. Ho sempre sognato di poter condividere la mia conoscenza e il mio amore per il Giappone, e l’insegnamento è una via magnifica per farlo.
Ci sono scuole di lingue, associazioni culturali e anche lezioni private, tutte opportunità per trasmettere la propria passione. E non dimentichiamo la traduzione e l’interpretariato, settori che richiedono una padronanza linguistica eccezionale e una grande sensibilità culturale.
Ho avuto modo di fare qualche piccola esperienza di traduzione e vi assicuro che è un lavoro affascinante, che ti permette di mettere alla prova ogni singola parola imparata.
L’Ambasciata del Giappone in Italia, ad esempio, ricerca periodicamente personale, e la conoscenza del giapponese è ovviamente un requisito fondamentale.
Queste sono solo alcune delle tante strade che si aprono, e sono convinto che con il giapponese in tasca, il futuro sia davvero ricco di possibilità.
Il segreto per un apprendimento efficace: motivazione e costanza
La mia battaglia contro la demotivazione
Parliamoci chiaro: ci sono stati momenti in cui la motivazione è crollata. Studiare una lingua come il giapponese, con tutti quei kanji, quelle particelle e quelle strutture grammaticali a volte così diverse dalle nostre, può essere davvero faticoso.
Ricordo giornate intere passate a fissare un libro, sentendomi sopraffatto. Ma proprio in quei momenti ho capito l’importanza della costanza e della resilienza.
Non si tratta di essere perfetti ogni giorno, ma di non mollare, anche solo con mezz’ora di studio. Ho imparato che la chiave è trovare ciò che ti appassiona di più della lingua e della cultura, e aggrapparti a quello.
Per me era la lettura di manga, guardare film di Miyazaki, ascoltare la musica dei miei artisti preferiti. Trasformare lo studio in un piacere, anche piccolo, è stato il mio segreto per superare i momenti di demotivazione.
Ogni kanji imparato, ogni frase compresa era una piccola vittoria che mi spingeva avanti.
Creare la tua bolla giapponese in Italia
Un altro consiglio che vi do, e che mi ha aiutato tantissimo, è creare la vostra “bolla giapponese” anche qui in Italia. Partecipate agli eventi culturali organizzati dagli Istituti di Cultura Giapponese a Roma o a Milano, cercate gruppi di scambio linguistico, leggete i blog come il mio o altri che parlano di Giappone.
Entrate in contatto con altri appassionati, condividete le vostre esperienze, le vostre difficoltà e i vostri successi. Ho scoperto una comunità italiana del giapponese incredibilmente vivace e supportiva.
Questo non solo vi fornirà nuove risorse e spunti, ma vi ricorderà che non siete soli in questo percorso. Avere qualcuno con cui confrontarsi, che capisce le vostre sfide e le vostre gioie, è un carburante potentissimo.
Non sottovalutiamo mai la forza del sentirsi parte di qualcosa di più grande. E vedrete, in men che non si dica, quel sogno giapponese che avevate, sarà diventato una solida realtà!
| Livello JLPT | Descrizione Generale | Comprensione Necessaria |
|---|---|---|
| N5 | Comprende il giapponese basilare fino a un certo livello. | Frasi tipiche e vocabolario di base (circa 100 kanji, 800 vocaboli). |
| N4 | Comprende il giapponese basilare con maggiore fluidità. | Conversazioni semplici di vita quotidiana (circa 300 kanji, 1500 vocaboli). |
| N3 | Comprende il giapponese usato nelle situazioni di vita quotidiana. | Testi con contenuti specifici e conversazioni più complesse (circa 650 kanji, 3750 vocaboli). |
| N2 | Comprende il giapponese usato nella vita quotidiana e in vari contesti con alcune limitazioni. | Articoli di giornale, programmi TV, conversazioni più formali (circa 1000 kanji, 6000 vocaboli). |
| N1 | Comprende il giapponese in ogni ambito. | Testi complessi, discorsi formali, sfumature linguistiche (circa 2000 kanji, 10000 vocaboli). |
글을 마치며
Eccoci giunti al termine di questo viaggio nel mondo del JLPT e, più in generale, nello studio del giapponese. Spero davvero che i miei racconti, le mie fatiche e i miei piccoli successi vi abbiano fornito spunti utili e vi abbiano fatto sentire meno soli in questa avventura. Ricordate, imparare una lingua è un percorso incredibile, fatto di alti e bassi, ma ogni kanji imparato, ogni frase compresa è una vittoria personale che vi avvicina sempre di più al vostro sogno. La costanza e una buona dose di curiosità sono i vostri migliori alleati. In bocca al lupo per il vostro prossimo esame o semplicemente per il vostro continuo apprendimento! Non vedo l’ora di condividere altre esperienze con voi nel prossimo post.
Consigli Utili per il Tuo Percorso di Giapponese
1. Non isolatevi! Qui in Italia esistono tantissime associazioni culturali italo-giapponesi che organizzano eventi, corsi e gruppi di studio. Partecipare è un modo fantastico per mettere in pratica la lingua, fare nuove amicizie e sentirsi parte di una comunità. Vi assicuro, trovare compagni di viaggio rende tutto più leggero e divertente, e potrete scambiarvi trucchi e strategie che magari non avreste mai considerato.
2. Sfruttate al massimo le risorse online italiane. Ci sono diversi forum e gruppi Facebook dedicati agli studenti di giapponese nel nostro Paese. Spesso si trovano consigli preziosi su materiali di studio, si condividono esperienze sui vari livelli del JLPT e si organizzano sessioni di pratica. È un modo eccellente per rimanere aggiornati e per sentirsi meno soli nelle proprie sfide linguistiche.
3. Cercate partner di scambio linguistico. Molte università italiane che hanno scambi con il Giappone ospitano studenti giapponesi. Potete provare a contattarli tramite le bacheche universitarie o app specifiche per il tandem linguistico. Parlare regolarmente con un madrelingua è impagabile per migliorare la fluidità, la pronuncia e per acquisire un lessico più naturale e contestuale.
4. Tenete d’occhio gli eventi culturali giapponesi che si tengono in Italia. Dalle mostre d’arte ai festival del cinema, dai workshop di calligrafia alle cerimonie del tè, ogni occasione è buona per immergervi nella cultura e nella lingua in modo autentico e divertente. Spesso ci sono anche conferenze o incontri con ospiti giapponesi, un’ottima occasione per l’ascolto e la comprensione.
5. Se il vostro sogno è studiare in Giappone, informatevi sui programmi di borse di studio offerti dal governo giapponese o da enti italiani. Ci sono diverse opportunità, come le borse MEXT, che possono aiutarvi a realizzare questo desiderio. Preparare la domanda richiede tempo e impegno, ma l’esperienza di vivere e studiare in Giappone è davvero trasformativa e vi darà una marcia in più nello studio della lingua.
Punti Chiave Essenziali per il Tuo Viaggio nel Giapponese
Il percorso verso la padronanza del giapponese, culminante con il superamento del JLPT N1, è un’avventura che richiede una dedizione costante e una strategia ben definita. Non si tratta solo di memorizzare vocaboli e grammatica, ma di sviluppare una vera e propria sensibilità linguistica e culturale. È fondamentale non demordere di fronte alle difficoltà, specialmente quando si affrontano i livelli più alti come l’N1, che rappresenta un salto qualitativo significativo rispetto all’N2. La chiave è trasformare lo studio in un’esperienza immersiva e piacevole, integrando la lingua nella vita quotidiana attraverso anime, musica, letture e conversazioni.
Ricorda che le risorse sono molteplici, sia online con piattaforme dedicate ai kanji e alla grammatica, sia sul territorio italiano con corsi specializzati e una vivace comunità di appassionati. Sfrutta ogni opportunità per praticare e approfondire, dalle associazioni culturali agli scambi linguistici. Il JLPT è più di un semplice certificato: è un trampolino di lancio per opportunità accademiche, professionali e personali che possono arricchire enormemente la tua vita, aprendoti le porte di un mondo affascinante. La costanza, la motivazione e la capacità di trasformare le sfide in opportunità sono i veri segreti del successo. Non smettere mai di credere nel tuo sogno giapponese!
Domande Frequenti (FAQ) 📖
D: Il JLPT qui in Italia è una bella sfida, soprattutto per le iscrizioni che vanno a ruba e l’unica sessione di dicembre! Hai qualche dritta per non perdere l’occasione e prepararsi al meglio?
R: Assolutamente sì, cari amici! Anch’io ci sono passata e so benissimo quanto possa essere stressante la corsa all’iscrizione per il JLPT qui in Italia.
La prima cosa, fondamentale, è tenere d’occhio il sito ufficiale del JLPT in Italia, di solito quello gestito dall’Istituto Giapponese di Cultura a Roma, o comunque i canali ufficiali che gestiscono le iscrizioni.
Quando aprono, credetemi, i posti volano via in un lampo, quindi mettete un promemoria bello grosso sul calendario! Io di solito mi segno la data di apertura delle iscrizioni e sto lì, pronta col dito sul mouse, come se dovessi comprare un biglietto per un concerto sold-out!
E per la preparazione? Ho notato che un errore comune è affidarsi solo ai libri. Certo, sono una base irrinunciabile, ma integrate!
Ascoltate podcast in giapponese, guardate anime e dorama senza sottotitoli (o con sottotitoli in giapponese), cercate tandem linguistici con madrelingua su piattaforme online.
A me ha aiutato tantissimo anche entrare in gruppi di studio locali o online: confrontarsi con altri studenti, scambiarsi materiali e fare simulazioni d’esame è oro colato.
Ricordo un anno che ero in un gruppo e ci siamo aiutati a vicenda, simulando la sezione d’ascolto con vecchi esami: la sensazione di non essere soli in questa avventura è impagabile e ti dà una spinta incredibile!
D: Ho superato il JLPT, magari il N2 o N1, e ora? Quali sono le reali opportunità professionali e di studio in Italia per chi conosce il giapponese, oltre alla classica traduzione?
R: Che grande traguardo, complimenti! Superare il JLPT, soprattutto i livelli più alti, è come avere in mano una chiave magica, credetemi. Certo, la traduzione e l’interpretariato sono campi classici e sempre richiesti, ma le porte che si aprono sono molte di più.
Qui in Italia, con una certificazione JLPT, si può puntare a Master specialistici in linguistica giapponese o studi orientali che approfondiscono non solo la lingua ma anche cultura, storia ed economia del Giappone.
Diverse università italiane offrono percorsi davvero stimolanti, e con l’avanzare dell’e-learning, l’offerta è sempre più ricca e accessibile anche a chi lavora o vive lontano dai grandi centri universitari.
Dal punto di vista professionale, ho visto tanti amici e conoscenti trovare impiego nel settore turistico, come guide o operatori specializzati per turisti giapponesi in visita in Italia, o viceversa, per italiani che vogliono viaggiare in Giappone.
Poi c’è il mondo delle aziende italiane che hanno rapporti commerciali con il Giappone: cercano figure che non solo parlino la lingua, ma capiscano anche le sfumature culturali e il business etiquette giapponese.
Pensate al settore della moda, del design, dell’alimentare… il “Made in Italy” è amatissimo in Giappone! Insomma, il giapponese non è più solo un hobby, ma un vero e proprio asset professionale che può davvero fare la differenza sul vostro curriculum e aprirvi strade che non avreste mai immaginato.
D: Studiare giapponese è un viaggio lungo e a volte faticoso. Come posso mantenere alta la motivazione e quali sono i metodi di studio che davvero funzionano, soprattutto se punto a livelli avanzati o a una padronanza quasi nativa?
R: Questa è una domanda che mi tocca nel profondo, perché l’ho vissuta sulla mia pelle e so che è il cruccio di tanti! Mantenere la motivazione quando si studia una lingua complessa come il giapponese per anni è una vera arte.
Il mio primo consiglio è: non perdetevi d’animo se incontrate un ostacolo, è normale! E soprattutto, non paragonatevi troppo agli altri. Ognuno ha il suo ritmo.
Quello che a me ha funzionato tantissimo è stato legare lo studio alla passione per la cultura. Non vedete lo studio come un obbligo, ma come un’esplorazione.
Guardate film o serie TV giapponesi che vi piacciono, leggete manga o romanzi (all’inizio anche con l’aiuto di un dizionario, è un processo!), cucinate piatti giapponesi seguendo ricette originali.
Immergetevi! Per i livelli avanzati, ho scoperto che il salto di qualità avviene quando si inizia a “vivere” la lingua, non solo a studiarla. Questo significa cercare occasioni per usarla attivamente: conversare il più possibile con madrelingua (ci sono tantissime app e siti per scambi linguistici), provare a scrivere diari o brevi racconti in giapponese, e magari, se ne avete l’occasione, viaggiare in Giappone.
Ho notato che i miei progressi più grandi li ho fatti quando ho smesso di avere paura di sbagliare e ho iniziato a lanciarmi. Ogni errore è un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo e sentirsi un po’ più vicini al Giappone.
E ricordate, la costanza batte la perfezione: anche 15-20 minuti al giorno fanno miracoli sul lungo periodo!






